Stavo scorrendo la mia pagina Facebook. E stavo riflettendo sul fatto che mettendo insieme le cose che si condividono, a cui si mette il "mi piace", che si pubblicano, ogni giorno si costruisce una storia, che è poi, in qualche modo, un pezzo della nostra storia personale, a meno che non clicchiamo a caso, ad occhi chiusi, tanto per cliccare, ma la vedo difficile. Credo anzi che spesso ci identifichiamo meglio con il nostro "io digitale" piuttosto che con il nostro "io analogico", che forse cioè quando entriamo in rete ci disfiamo del nostro Avatar, indossiamo una maschera che in realtà ci svela. Forse.
Ogni giorno ci insegna, ci ricorda, ci regala qualcosa, anche tramite un social network. Ormai il mondo passa di là. Facebook è, per ora, l'Agorà del 3° millennio..
Riflettevo anche sul fatto che spesso le cose che accadono su Facebook sono legate tra loro da un fil rouge, volontario o involontario.. Spesso noto come si verifichino degli "allineamenti" da lasciare quasi esterrefatti.. Del tipo che ti trovi a parlare in chat privata di un argomento, oppure lo stai pensando e sulla home (dove si leggono gli aggiornamenti in tempo reale dei vari contatti) trovi qualcosa di fortemente inerente.. che ti chiedi se non ti abbiano spiato... ma sai che non è possibile (forse) e comunque senti nello stomaco quella sensazione di due cose che si allineano perfettamente, si incontrano e combaciano. Io credo che possa succedere quando tante menti, tante forze di pensiero si spingano in una direzione. I pensieri sono energia, smuovono le cose, hanno un peso, sono tangibili se anche noi non li possiamo toccare, sono fatti di materia, anche se di una materia impercettibile ai nostri sensi. Hanno un peso come tutte le cose. Il peso dei pensieri è tale da "ammaccare" la pelle del viso provocando espressioni e rughe. I pensieri di tante menti che si spingono verso un'unica piattaforma forse si incontrano in un superluogo e perciò si conoscono tra loro (e si parlano, si confrontano, si influenzano) prima di ridiscendere verso di noi (quando si dice che una cosa è nell'aria) che li diamo alla parola facendoli re-incontrare e soprattutto scoprendoli noi per la prima volta.
Insomma scorrevo la mia pagina Facebook, riflettevo e pensavo anche al blog. Così mi è venuta un'idea: alla fine del giorno (magari di ogni giorno) proverò a pubblicare sul blog un estratto di ciò che è avvenuto sulla mia pagina Facebook (e quella dei miei contatti), scrivendo dunque una piccola storia fatta di spunti e suggestioni. Una sorta di diario del diario di facebook. Che è diverso dal Diario di Facebook, intanto perché qui sul blog lo può leggere chiunque senza il bisogno di iscriversi al social network, e poi perché qui tenterò di tirare fuori dalla matassa il filo logico che unisce le cose cliccate, scelte, condivise. Un filo logico per me. Cioè secondo un criterio personale, una logica soggettiva, assolutamente arbitraria. Cercherò di costruire brevi storie che non vogliono essere punti di arrivo, ma s-punti di partenza.
Per il resto sto indietro con i post e anzi, colgo l'occasione per scusarmi con Andrea Loreni, Marco Stabile e Vittorio Riverso a cui ho promesso un'illustrazione (sono tutte in cantiere) e con voi, carissimi lettori, per la pazienza che avete nell'attendere e l'affetto che sempre mi dimostrate.
Per il resto sto indietro con i post e anzi, colgo l'occasione per scusarmi con Andrea Loreni, Marco Stabile e Vittorio Riverso a cui ho promesso un'illustrazione (sono tutte in cantiere) e con voi, carissimi lettori, per la pazienza che avete nell'attendere e l'affetto che sempre mi dimostrate.
A domani con la prima pagina del diario del diario di Facebook, The Daily Facebook!
Dal mio album Facebook " INTERFERENZE. Collage+illustrazione"












