giovedì 13 settembre 2012

GRAN TOURISTAS | Appunti di viaggio | GT Crocodile

[Questa rubrica è dedicata all'esperimento "Gran Touristas" legato al Padiglione Italiano alla Biennale di Architettura di Venezia (2012) e condotto su vari canali virtuali, e intende tracciare una "mappa" delle direzioni che nel corso dell'esperimento prende il flusso di argomenti e commenti che lo animano. La "mappatura" avviene tramite un collage di commenti, immagini e altro materiale postato su facebook nella pagina dedicata all'esperimento. La rubrica si articola in più collage, uno per ogni tema che su facebook trova sviluppo nei commenti]
Cristina Senatore per Gran Touristas 2012

GranTouristas è al giro di boa. Una comunità di circa mille persone formatasi spontaneamente per aggregazione intorno a poche parole chiavi date da Luca Zevi (curatore del Padiglione Italia della Biennale di Architettura 2012) e che si va formando e riformando in continuazione, si auto-scrive,  si auto-definisce, si auto-regola, si auto-limita, si auto-ammonisce, si auto-giustifica, si auto-assolve. Vale tutto e il contrario di tutto. Chiunque può dire quello che vuole e così si raggiungono picchi in una direzione e nella direzione ad essa opposta. Ci sono quelli iperattivi e quelli che restano a guardare. Di tanto in tanto salta fuori qualcuno che tenta di "richiamare all'ordine", che si sforza di restare scandalizzato, che si indigna per qualcosa. Sono probabilmente gli stessi che non accettano che il mondo vada dove gli pare con o senza di loro, con o senza il loro consenso. 
Ci sono argomenti che tirano 100 commenti e altri che la comunità ignora del tutto. Il ritmo con cui cresce l'accumulo di materiale è impressionante, una valanga incontenibile di immagini, testi, spunti, suggestioni, link, commenti.. GranTouristas è un fenomeno interessante sotto molti punti di vista e offre infiniti spunti di riflessione. A volerlo dipanare il materiale di cui si va componendo ci potrebbero volere anni, "per fortuna a novembre finisce"! 

è interessante, per me, una riflessione tra le altre: la comunità lasciata a sé stessa asseconda la sua natura, la mette a nudo, la esalta. La comunità intera si comporta come un qualunque singolo individuo e pone al centro del suo crescere e accrescere un'unica semplice, basilare, azione: mangiare. 
La comunità fagocita informazioni e, lo notavano anche Remo Ricchetti e Daniele Mancini, fagocita se stessa. 

Quello che è sorprendente, per me, è che questa comunità, come un qualunque singolo individuo pare avere sviluppato, accanto al comportamento mirato a soddisfare l'esigenza primaria per qualunque organismo di nutrirsi, un subconscio, magari è solo una mia suggestione. Tale subconscio spinge la comunità, lasciata libera di essere spontanea, a rappresentare se stessa con immagini che ne descrivono al meglio la natura, che cioè aderiscono ai suoi istinti. Viene fuori che un'immagine ricorrente, lo notava Stefano Mirti, è quella del coccodrillo. 

La comunità, libera di auto-definirsi e auto-descriversi, sceglie di rappresentare se stessa con un coccodrillo, in maniera inconscia, perché non apertamente dice "io sono un coccodrillo" ma di fatto con esso si identifica nel momento in cui sente l'esigenza di richiamarlo continuamente in causa, da esso si sente attratta e affascinata, in esso si riconosce istintivamente.

E in effetti, analizzando il coccodrillo dal punto di vista fisico e scientifico e dal punto di vista di ciò che esso da sempre rappresenta è sorprendente scoprire come tutti i pezzi combacino, come effettivamente  la comunità si comporti come un coccodrillo. 

Il coccodrillo comparso sulla terra 90 milioni di anni fa, per le sue caratteristiche fisiche e le enormi fauci è quello che meglio incarna il bisogno primario degli esseri viventi di nutrirsi per vivere e sopravvivere. 

Tra gli altri un aspetto interessante del coccodrillo che ha alimentato leggende e credenze in popolazioni e civiltà sparse sul globo terrestre dall'alba dei tempi è la sua capacità di vivere tanto nell'acqua quanto sulla terra.
Nell'antico Egitto il dio Sobek, il signore delle acque e dei pesci a cui veniva attribuita la fertilità del terreno e la prosperità del paese ma che anche veniva considerato l'archetipo del divoratore, l'emblema del male, era rappresentato con la testa da coccodrillo. 
Nella simbologia cinese è l'inventore del tamburo e del canto e svolge una funzione importante nel ritmo e nell'armonia del mondo.
Secondo gli aztechi la terra nacque da un coccodrillo che viveva nel mare originario.
Nella versione Maya della genesi, Il Grande Coccodrillo originario porta la terra sul dorso, racchiusa in una conchiglia.
In alcuni paesi asiatici è collegato al regno dei morti e svolge il ruolo di psicopompo.
Nel Medioevo era associato al demonio e da qui la tradizione di appenderlo al soffitto nelle chiese (vedi ad esempio: http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Beata_Vergine_delle_Grazie_(Curtatone)

Insomma un essere che sta in bilico tra la luce e l'oscurità, tra la superficie e le profondità sconosciute. Che sa vivere in superficie ma che ha il bisogno continuo di immergersi e nutrirsi di ciò che sta nell'abisso. Questo frenetico e necessario andirivieni dall'abisso alla superficie (senza tralasciare gli impulsi cannibalici a cui sente il bisogno talvolta di cedere) accomuna il coccodrillo alla comunità, che spesso ama perdersi alla ricerca di realtà spaventose accostandole a quanto di più superficiale ed effimero possa esservi. 


E poiché Gran Touristas è anche un luogo in cui si fanno incontri piacevolissimi con persone interessanti che avevi l'1% di possibilità di incontrare in treno nella vita normale e che una di queste è per me Costruttori di Babele, alias Gabriele Mina. Antropologo che si occupa di cercare e catalogare luoghi che lui definisce "babelici" (maggiori info qui), mi piacerebbe chiedere a lui che ne pensa di questa storia (forse totalmente immaginata da me) che la comunità si comporta come un coccodrillo. Gabriele ci sei? Ti va di dirmi che ne pensi?

NOTA:
Bertram Niessen: secondo me ha senso parlare di GT come di una "community" perché è il termine tecnico da social media, e ormai è prassi. ma tradurlo con "comunità" è sbagliato. quando si parla di comunità si intende un gruppo coeso (anche non compresente spazialmente) che condivide un set preciso di valori. per estensione, negli ultimi 15 anni si è parlato parecchio di "comunità di pratiche", cioè comunità non legate dai valori ma da qualcosa che fanno assieme. il concetto però è sfuggente... il gruppetto dei compagni di social merende milanesi (intendo i ricercatori che frequento) credo che parlerebbe in questo caso di "pubblici temporanei". Gt è un pubblico temporaneo ad alto grado di interazione? Forse si. Dubito che qua si condividano dei valori fondanti. O forse solo alcuni, pochissimi, ma che non sono abbastanza per parlare di comunità...


Created and posted by Maurizio Cilli


 
posted by Maurizio Cilli


posted by Mario Cantarella

intervento grafico di Cristina Senatore per GranTouristas su dipinti di 
Luca signorelli (Dannati all'inferno) e Beato Angelico (Il paradiso)


 
created by Alica Horvathova, posted by Remo Ricchetti

Museo di Ferrante Imperato, Napoli 1557, posted by Chiara Rizzica

posted by Chiara Rizzica 

posted by Andrea Botto

 
posted by Costruttori di Babele

Lucio Fontana's croc, Mazzotti Ceramics, Albissola (Savona) 
posted by Stefano Mirti

File:Santuariodellegrazie.jpg 
File:Santuariococcodrillo.jpg
Santuario della beata vergine delle Grazie, posted by Adelaide Testa



"Beh, il Rock Del Coccodrillo 
è qualcosa di sorprendente 
Quando i tuoi piedi non riescono a stare fermi 
Non mi sono mai divertito tanto 
E credo che non riuscirò mai più a divertirmi così "
Crocodile Rock, Elton John


posted by Stefano Mirti and me. 


 
posted by Giulio Pascali


"Ma che razza di coccodrillo sei? 
Vuoi far ballare tutti noi, 
ma non si capisce cosa vuoi!... 
Sì, perché non ci spieghi cosa vuoi? 
perché non ci dici chi ti manda 
che razza di coccodrillo sei?... " 
Edoardo Bennato - Rockcoccodrillo

posted by Giulio Pascali and me

 



Created and Posted by Mauro Ceolin




Il coccodrillo come fa?
posted by Mario Cantarella


19 commenti:

  1. Intanto, complimenti alle tue illustrazioni Cristina, ma già conoscevi il mio apprezzamento. Riguardo il GT: in realtà io non ci trovo tutta questa grandissima eccezionalità. L'unico aspetto interessante è che sia "semplice" accedervi, ma qual è l'innovazione rispetto a qualsiasi image-board tematica? Il padiglione USA (nel 2008 credo) propose una image-board in cui chiunque poteva commentare. E c'erano anche molti contributi interessanti. Nel 2000 la stessa cosa fu promossa addirittura in 3d. Forse, il fatto che ci stiamo stupendo del fenomeno è un sentore di quanto siamo vecchi? :-)

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  2. Ciao Emmanuele, grazie per essere passato, per gli apprezzamenti e per il commento graditissimo.
    Per risponderti per bene dovrei conoscere le biennali 2000 e 2008. Non le conosco. Di quale fenomeno esattamente mi starei stupendo? Del fenomeno aggregativo in sé? No. Non mi stupisco. Anche se non sottovaluterei il fatto che l'accesso è "semplice" perché in questo modo diventa più raggiungibile, a più livelli e inoltre immagino che un layer, come ti ho detto non conosco gli esempi che facevi, ma un esperimento condotto sulla Biennale all'interno della Biennale pur essendo interessante si offre unicamente ad un pubblico determinato (a quelli che passano fisicamente in biennale). L'accesso "semplice" a fb consente invece di arrivare fuori, ad un pubblico più ampio, soprattutto più vario. Un pubblico di non addetti ai lavori, la cui partecipazione può portare nuova linfa, può essere interessante, può portare spunti involontari che possono essere ri-usati, ri-adattati, manipolati. Potrebbero anche non suscitare alcun interesse ma, credo, l'apertura aumenta le possibilità, mette in condizione di correre il rischio che accada qualcosa di interessante, rischio che se ho capito gli esempi che mi fai, prima non si correva allo stesso modo.

    Comunque a me affascina osservare le persone quindi mi affascina in questo contesto notare una serie di cose, perché anche le cavie conducono i loro esperimenti, e mi affascinava notare come la comunità finisce con il diventare, a me così pare, un unico individuo in cui tutte le parti si muovono in sintonia tra loro (anche quando si va da più parti contemporaneamente). Tante persone diventano parti di un tutt'uno che si muove e pensa e cambia idea e ha alti e bassi, sbalzi di umore, slanci di generosità o momenti di egocentrismo come fossero tutti una cosa sola. E mi ha colpito questa cosa del coccodrillo che nel frattempo è già diventato rinosceronte, poi serpente, poi casa, poi isola e poi ancora altro..

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  3. perché anche le cavie conducono i loro esperimenti

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    1. in condizione di correre il rischio

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    2. Costruttori di Babele16 ottobre 2012 02:20

      mi piacerebbe chiedere a lui che ne pensa di questa storia (forse totalmente immaginata da me) che la comunità si comporta come un coccodrillo.

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    3. Gabriele ci sei? Ti va di dirmi che ne pensi?
      Gabriele ci sei? Ti va di dirmi che ne pensi?
      Gabriele ci sei? Ti va di dirmi che ne pensi?

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    4. Cristina Senatore16 ottobre 2012 02:22

      Gabriele ci sei? Ti va di dirmi che ne pensi?
      Gabriele ci sei? Ti va di dirmi che ne pensi?
      Gabriele ci sei? Ti va di dirmi che ne pensi?

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    5. Cristina Senatore16 ottobre 2012 02:24

      Forse totalmente sognata da me? Forse ci sei e mi stai già dicendo? E io non l'ho visto, come un pavone che ha chiuso la sua coda? Come gli occhi che si chiudono, ben serrati, sulle immagini dentro?

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    6. Costruttori di Babele16 ottobre 2012 02:26

      Proprio così. Come se fosse la stessa voce: come nel gioco degli specchi.

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  4. La coda del pavone simboleggia la prudenza scrive Richard de Fournival nel suo bestiario d’amore, raccomandandola agli uomini, sicuramente perché la coda si trova dietro l’animale, come le cose future, quelle che devono ancora avvenire, secondo poi perché essa è piena di occhi, come un monito a tenere gli occhi ben aperti sulle cose del futuro. Così, aggiunge come è brutto un pavone senza coda, altrettanto terribile è un uomo privo della prudenza.

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore

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    2. Cristina Senatore16 ottobre 2012 02:33

      Tutto questo

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    3. è stato cancellato e reso anonimo

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    4. Cristina Senatore16 ottobre 2012 02:37

      Non una scrittura, ma una tra-scrittura. La mia scrittura che non controllo. Il mio segno che vorrei decidere. M'inquieta...

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    5. Nessuna inquietudine. Solo interferenza nei sogni.

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  6. Per i lettori, nel post molte immagini non sono più disponibili, potrei cancellarle, ma preferisco lasciare così, come fossero [gli spazi vuoti delle foto] lapidi commemorative. Non sono più disponibili qui, perché gli originali (copiati e incollati qui) non sono più al loro posto, sono stati rimossi.
    GT è una torre di Babele, che poi come tutte le torri [non importa se ci mettono 400 anni o 4 minuti] è destinata a cadere. E prima di cadere incominciano a cadere pezzi..

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