lunedì 4 luglio 2011

Gli orologi molli di Salvador Dalì, Eraclito e il fiume di plastilina.




La vita si mantiene in equilibrio sull'onda del fiume che scorre. Un equilibrio costantemente precario che coinvolge tutto. Tuttavia senza quell'equilibrio continuamente in pericolo e senza il movimento che genera il pericolo non esisteremmo.

Salvador Dalì sosteneva, riferendosi allo studio di Edouard Monod-Herzen, che "la forma rappresenta soltanto il prodotto di un processo inquisitorio della materia: la specifica reazione della materia sottoposta alla tremenda coercizione dello spazio, alla torturante pressione da ogni lato, finché si componga, esplodendo, negli esatti contorni della sua propria originalità reattiva"... Senza voler fare un miscuglio di filosofie e filoni di pensiero, senza addentrarmi nelle disquisizioni complesse di chi si occupa di certe problematiche relative ai massimi sistemi (soprattutto perché non ne sarei in grado!).. voglio esprimere una mia profonda convinzione dopo tale premessa:  tutto ciò che viene detto è in parte vero, ossia esiste, anche se in parte, per il solo fatto che qualcuno lo ha pensato, e perciò quello che sosteneva Dalì è vero quanto è vero anche ciò che sostiene chi eventualmente dice il contrario.. Sono convinta che tutto già esista intorno a noi e che l'Essere prenda, scorrendo da una cosa all'altra, continuamente (Eraclito avrebbe detto "panta rei"), forme diverse generando la vita e poi, nel passare da una "cosa" all'altra, la morte e poi di nuovo, passando ad un'altra "cosa", la vita. Esistono tanto le cose che sono state quanto quelle che saranno, anche se le cose che saranno potrebbero essere diverse da come sono in questo momento in cui ancora non sono visibili. La loro forma, infatti, dipende dal movimento dello spazio intorno a loro (la "tremenda coercizione dello spazio" di cui parlava Dalì) e quindi se noi ci muoviamo, noi che siamo materia "animata", cioè abbiamo un'anima, ossia siamo in grado di spingere la materia in questa o quella direzione grazie alla nostra volontà (o  libero arbitrio, che dir si voglia) possiamo modificare la forma delle cose che saranno, che vedremo quando scorreranno nel regno del "visibile a noi", agendo sulla loro attuale forma. Come dire che tutto è relativo (sarà questa la relatività che ha calcolato Einstein? Teoria affascinante ma troppo poco comprensibile per me).
Per questo penso che si possa credere contemporaneamente nel destino scritto, in Dio o ai latini che dicevano "homo faber fortunae suae" senza cadere in contraddizione!

Non so se riesco a spiegarmi.. immagino che la materia sia un fiume di plastilina semiliquida che potenzialmente contenga tutte le forme nelle quali potrebbe tramutarsi (quindi praticamente tutto!!) e che scorrendo queste forme si palesino a noi, che anche scorriamo e facciamo parte di questo fiume (anche se siamo diversi perché riusciamo a percepire le mutazioni e possiamo, come dicevo prima, muovendoci nel fiume, smuoverne la materia, influenzandone il flusso e perciò il suo comportamento, quindi le forme che assumerà scorrendo.. potremmo anche paralizzarci come un tronco e lasciarci trasportare, dipende solo da noi!).. Di questa materia fa parte tutto, anche il tempo e per darvi un'idea di come lo immagino posso solo fare riferimento agli "orologi molli" di Salvador Dalì!

Troppo delirante? Vi avevo avvisato che questo spazio sarebbe servito alle mie visioni folli! ;)

4 commenti:

  1. :) non ci crederai...lo ho letto tutto! Hai visto che ore sono? E' l'ora delle anime deliranti ;) un bacio a te nella mia mente semiliquida... (perchè ormai i pappa?) :***

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  2. This is so interesting and enlightening, thanks for sharing. :)


    xoxo,
    Addie
    The Cat Hag

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  3. l'equilibrio: meta agognata e contemporaneamente rischio di banalità da cui si rifugge...
    Come sempre il tuo lavoro è bello, complicato da metabolizzare a volte ma bello ;)

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  4. questa illustrazione mi fa pensare ad Ilaria ed ai suoi improbabili traslochi in bici sotto la pioggia in Olanda!

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